Bambina di due anni muore dopo lunga agonia, arrestato padre per omicidio

MODENA, 22 APRILE ’12 – La piccola Bisma, due anni e mezzo, era stata trasportata il 6 aprile scorso all’ospedale di Mirandola dal padre, che aveva dichiarato ai medici di essere rientrato dal lavoro nei campi e averla trovata in gravi condizioni (Leggi l’articolo) . Inizialmente era stata indagata la madre, ma ora che la piccola Bisma non ce l’ha fatta, la Procura vuole vederci chiaro sulla sua morte. Oggi è stato arrestato il padre, Muhammad Ilyas Tubassam, pakistano 34enne, con l’accusa di aver ucciso sua figlia. L’accusa nei confronti dell’uomo è di omicidio volontario aggravato. Bisma è morta dopo 13 giorni di agonia nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Mirandola. Mercoledì scorso, il suo piccolo cuore ha smesso di lottare per la vita. Per i gravissimi traumi subiti dalla piccola nella casa di Concordia sulla Secchia, inizialmente era indagata la madre della piccola, Sobia Rubina, pakistana di 28 anni, attualmente incinta e che quel drammatico 6 aprile si trovava in casa insieme alla figlia. Ora che Bisma è morta, l’accusa nei confronti della madre si è aggravata diventando ‘omicidio volontario’. Il padre della bambina avrebbe fatto parziali ammissioni davanti al sostituto procuratore di Modena Maria Angela Sighicelli, che ha ricostruito la dinamica di quella giornata. I genitori avevano sempre sostenuto che la bimba fosse scivolata in bagno, ma i gravissimi traumi alla testa e agli organi interni, come emerso dall’indagine della squadra Mobile della polizia di Modena, non erano poi risultati compatibili con una caduta.

TALITA FREZZI

D: In che consiste l’accusa di omicidio volontario aggravato?

R: Quando si provoca la morte di qualcuno con l’intenzione effettiva di uccidere. Quando ciò succedere per errore, imprudenza o imperizia si parla di omicidio colposo. Quando invece si voleva cagionare i meno gravi delitti di lesioni o percosse e invece si provoca la morte di una persona si parla di omicidio preterintenzionale, cioè oltre l’intenzione, che è punito con una pena intermedia tra il colposo e il volontario.

D: Quanto rischiano i genitori?

R: Con le aggravanti della parentela, dei futili motivi e della crudeltà, che potrebbero essere contestate, l’ergastolo.

D: La madre, essendo incinta, può finire in carcere?

R: In genere non può essere disposta la custodia cautelare in carcere, salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, quando imputati siano donna incinta o madre di prole di età inferiore a tre anni con lei convivente, ovvero padre, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole, ovvero persona che ha superato l’età di settanta anni.

AVV.TOMMASO ROSSI


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