Avviso di garanzia per Formigoni: indagato dalla Procura di Milano per concorso in corruzione aggravata

MILANO, 26 LUGLIO 2012 – E’ arrivato anche per Formigoni l’avviso di garanzia della Procura di Milano, secondo la quale il governatore della Regione Lombardia sarebbe implicato nell’inchiesta Maugeri. Il reato per il quale è indagato è quello di concorso in corruzione aggravata: secondo gli inquirenti, avrebbe ricevuto una somma di circa 8.5 milioni di euro da Maugeri in cambio di delibere favorevoli della sua Giunta. In particolare, Formigoni avrebbe ”partecipato all’adozione di provvedimenti amministrativi (.) diretti a trasferire ingenti risorse pubbliche, ulteriori rispetto ai rimborsi dei drg, e comunque, a procurare alla Maugeri indebiti vantaggi”. Pierangelo Daccò, in tutto questo, fungeva da “faccendiere”, con il compito di ‘sbloccare’ le delibere in Regione in virtu’ del suo rapporto di amicizia con Formigoni. L’aggravante di reato è rappresentata dal carattere di trans nazionalità, infatti, questi soldi, sono finiti su conti esteri, in particolare in Svizzera.

Le delibere “incriminate”- Secondo i pm, le delibere incriminate della Regione sarebbero una quindicina. Delibere che hanno concesso alla Maugeri rimborsi per funzioni non tariffabili, come le attivita’ di ”riabilitazione altamente qualificata” e ritenute di eccellenza. Queste delibere, nel giro di dieci anni, avrebbero incrementato i rimborsi per le prestazioni sanitarie erogate dalla Fondazione.

La contropartita – Come contropartita, Formigoni avrebbe ricevuto circa 8.5 milioni di euro, dirottati su conti esteri. Di questi, circa 3,7 milioni di euro spesi ”dal 2007 al 2011” per ”imbarcazioni di lusso”, ovvero i due yacht messi a disposizione da Dacco’; oltre 800 mila euro, tra ”biglietti aerei” e soggiorni, per le vacanze ai Caraibi, tra il 2006 e il 2011; 70 mila euro spesi da Dacco’ ”nell’interesse” del Governatore in relazione ai Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione. E poi ancora cene, eventi e incontri in locali ‘a cinque stelle’ per alcune centinaia di migliaia di euro e in piu’ 4 milioni di euro di ”sconto” sull’acquisto di una villa in Sardegna, del valore stimato di 7 milioni, comprata da Alberto Perego – che vive assieme a Formigoni e altri Memores Domini – per 3 milioni. Questo è quanto riportato, secondo i giornali, nel capo di imputazione.

La condotta criminosa – Secondo l’accusa, lo schema di condotta del reato è quello già noto e stranoto alla Gdf e agli inquirenti: gli ex vertici dell’ente pavese, insieme a Daccò e all’ex assessore regionale Dc Simone, avrebbero drenato dalle casse della Regione circa 70 milioni di euro con una serie di consulenze fittizie. Queste somme, sarebbero finite in società estere, che pagavano “i benefit” di cui sopra.

Chiamato a rispondere – Ora Formigoni è tenuto a presentarsi alla Procura di Milano sabato prossimo, per rispondere davanti agli inquirenti per i ”fatti commessi in Milano e all’estero dal 2001 al mese di novembre del 2011”. Ovviamente, essendo l’indagato, può sempre avvalersi della facoltà di non rispondere. Tuttavia, sembra più probabile una richiesta di rinvio.

CLARISSA MARACCI

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