Attentato al responsabile di Sos racket. Frediano Manzi ferito da un proiettile al polpaccio

MILANO, 21 MARZO ’12 – Frediano Manzi, responsabile dell’associazione Sos Racket e usura, martedì sera era appena sceso dalla sua auto a Lozzano, la città dove vive in provincia di Como, quando è stato raggiunto da un proiettile che lo ha ferito al polpaccio. L’uomo, sanguinante, è riuscito a telefonare alla compagna avvertendola dell’attentato subito. La donna si è immediatamente precipitata in strada e ha allertato i soccorsi prontamente intervenuti. Manzi è stato trasportato all’ospedale Sant’Anna di Como per le cure del caso. I Carabinieri stanno indagando per ricostruire le cause e la dinamica dell’accaduto, al momento sembra che siano stati due i colpi sparati, e individuare i responsabili. L’associazione Sos Racket e usura è attiva sin dal 1997 a Milano e un po’ in tutta la Lombardia, e grazie ad un sito internet cerca di contrastare il sistema mafioso nella regione. Fu lo stesso Manzi a registrare, con una telecamera nascosta, le dichiarazioni della moglie di un boss che gestiva le case popolari di Bresso. E grazie all’associazione sono scaturite denunce sulla gestione dei rifiuti, sul mercato dei fiori a Milano e sul altre questioni su cui l’egemonia dei clan è incontrastata. Lo scorso mese di novembre venne a galla la verità su presunti attentati alla sua persona, che erano stati simulati ad arte per attirare l’attenzione. Manzi denunciò come episodi di intimidazione due attentati, ad un chiosco di fiori e a un furgone, riconducibili alla sua attività ma poi confessò di aver pagato 1200 euro un plripregiudicato affinché sbrigasse il lavoro.

ELEONORA DOTTORI

D: Simulare un attentato costituisce reato?

R: Il reato di simulazione di reato consiste nel fingere che sia accaduto un reato simulandone le tracce o gli indizi con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’autorità giudiziaria o ad un’altra autorità che a quella abbia obbligo di riferirne (Carabinieri- Polizia-etc). La pena è la reclusione da uno a tre anni.

AVV.TOMMASO ROSSI

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