RECANATI, 14 NOVEMBRE ’11 – Assalto armato alla villa dell’ex pilota Franco Uncini. Non era la prima volta che dei balordi prendevano di mira l’abitazione della gloria del motociclismo degli anni ‘80 Franco Uncini. Appena un mese fa i ladri avevano fatto irruzione nella villetta, che si trova in via Pintura del Braccio al civico 7, e si erano portati via una Audi A3. Ieri sera, l’altro colpo. I banditi erano in cinque, tutti col volto travisato. Sono entrati in azione verso mezzanotte, convinti che a quell’ora i residenti dormissero già. Un colpo facile nella villetta bifamiliare di un campione di motociclismo degli anni ’80, in cui si laureò vincitore del motomondiale nel 1982 in classe 500cc in sella alla Suzuki, risultato storico per un pilota italiano, bissato in seguito nel 2001 da Valentino Rossi con la Honda. Invece, quel colpo facile non lo è stato, perché da furto si è trasformato in una rapina quando la figlia maggiore, Veronica (29 anni) che stava rientrando a casa proprio in quel maledetto istante, si è trovata di fronte la banda. Vigliacchi, i cinque non sono certo desistiti di fronte alla ragazza, anzi minacciandola con una pistola si sono fatti aprire il portone di casa. I rumori all’ingresso hanno destato l’attenzione del padre Franco e della madre Cinzia, che aspettando alzati il rientro delle due figlie Veronica e Ludovica (25 anni), erano appena andati in camera ma non erano ancora addormentati. Franco Uncini si è dunque reso conto drammaticamente di cosa stesse accadendo e senza perdere la calma, ma anzi cercando di mantenere i nervi saldi, ha sbarrato la porta del corridoio che conduce alle camere e ha chiamato sia il fratello Enrico, che vive al piano di sopra, e il 112. Urlando a quei balordi di lasciare sua figlia, di andarsene che stava dando l’allarme ai carabinieri. Mentre sul posto arrivavano a sirene spiegate i carabinieri della stazione di Recanati comandati dal maresciallo Silvio Mascia e del Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche diretti dal capitano Domenico Candelli, i malviventi hanno tentato di farsi aprire la porta, ma quando Uncini ha gridato che era in linea con il 112, spaventati si sono dati alla fuga a bordo di una Bmw station wagon di colore bianco. Sembra che scappando, i banditi si siano portati via anche le chiavi della villetta. Veronica, spaventata ma incolume, è subito corsa ad abbracciare i genitori. Quando sono arrivati i carabinieri per il sopralluogo e per raccogliere la denuncia delle vittime, la ragazza tenuta in ostaggio ha raccontato agli inquirenti di aver riconosciuto in quel modo di parlare un accento tipico dell’est europeo. Immediate sono scattate le ricerche su tutto il territorio. Il comandante della Compagnia di Civitanova ha istituito posti di blocco su tutta l’area per intercettare quella potente Bmw bianca, su cui sono scappati i malviventi, che potrebbe a sua essere rubata. Nella villetta sono stati raccolti anche impronte e reperti durante il sopralluogo, elementi utili a indirizzare le indagini.
TALITA FREZZI
D: Quando un furto si trasforma in rapina?
R: La rapina si ha quando qualcuno, per procurarsi un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, si impossessa di beni altrui sottraendoli da chi li detiene. La differenza con il furto, rispetto al quale è considerato un reato più grave anche in termini di pena (da tre a dieci anni di reclusione senza aggravanti, fino a venti anni nelle ipotesi aggravate oltre alla multa), consiste proprio nella violenza o minaccia esercitate nel reato di rapina. L’aggravante delle armi fa aumentare, come detto, la pena fino a venti anni.. Il furto in abitazione è invece una ipotesi aggravata di furto procedibile d’ufficio e punito con la reclusione da 1 a 6 anni. La tutela del domicilio è un valore di rango costituzionale, per questo il furto in abitazione è considerato più grave del furto semplice o del furto compiuto in un luogo diverso da una privata dimora.
D: Quali reati saranno contestati ai malviventi?
R: Rapina pluriaggravata dall’uso delle armi, dall’essere le persone travisate e in gruppo, e dall’aver posto le vittime in uno stato di incapacità di agire. La pena prevista è della reclusione da 4 anni e 6 mesi a 20 anni.
D: Il precedente furto, qualora si accertasse in sede d’indagine che è stato commesso dalla stessa banda, costituisce un’aggravante?
R: No, sarebbe una ipotesi autonoma di reato di furto aggravato dal fatto di aver commesso il reato al fine di eseguirne un altro (appunto, la rapina) e di averlo compiuto su un mezzo esposto per necessità sulla pubblica via (e per questo considerato meno tutelabile). Tra i due reato potrebbe configurarsi la continuazione, che si ha quando lo stesso soggetto compie una serie di reati, anche in tempi diversi, e anche di tipologia diversa, originati da un medesimo disegno criminoso, cioè da una unitaria determinazione iniziale a compiere una serie di delitti individuati. In questo caso si applica la pena prevista per il reato più grave, aumentata fino al triplo
D: Come si effettua un sopralluogo tecnico? Quali i reperti utili alle indagini?
R: In questo caso i Carabinieri intervenuti provvederanno a ricercare e repertare impronte delle dita lasciate sulle porte ad esempio, delle scarpe, di eventuale materiale biologico lasciato (come spesso accade) su sigarette; provvederanno a ricostruire l’identikit dei rapinatori, e raccogliere la descrizione delle voci per capirne l’accento e la provenienza, e a ricostruire ogni elemento dell’azione che potrebbe rivelarsi utile per spunti investigativi.
AVV.TOMMASO ROSSI
Related posts:
- Rosora, assalto alla villa dell’imprenditore Donzelli. Sequestrati e picchiati per ore
- Jesi:furti in villa,arrestati due rumeni.Indagini collegate alla rapina di Rosora
- Milano: doping alla figlia nella maxi inchiesta, 12 arresti e cento indagati
- Jesi, ruba al supermercato e aggredisce la security: nigeriano in manette
- Fa prostituire la figlia di 12 anni per giocare al Bingo






