L’arresto di Gabriele Paolini, il noto disturbatore tv

PROSTITUZIONE E PORNOGRAFIA MINORILE QUESTE LE PESANTI ACCUSE

di Alessia Rondelli (praticante avvocato presso lo Studio Legale RPC)

-ROMA, 17 NOVEMBRE 2013- Le indagini sono scattate dopo la denuncia dei titolari di un laboratorio fotografico di Riccione, incaricati da un punto vendita di Roma di stampare alcuni file fotografici. Ad insospettirli sono state alcune immagini in cui si ritraevano scene di sesso tra Paolini ed alcuni ragazzi che sembravano minorenni. Per questo il disturbatore tv ‘più conosciuto’ si trova in stato di arresto nel carcere di Regina Coeli su ordinanza del gip Alessandra Tudino, che ha bollato la sua condotta come gravissima, compiuta con freddezza, abilità e professionalità. Le vittime per ora sono state tutte identificate, tre studenti di 17 anni, già ascoltati dagli inquirenti e descritti come bravi ragazzi, con famiglie normali senza evidenti disagi. La dura realtà è che però questi ragazzi si prostituivano per 40 euro, prezzo variabile a prestazione, con il fine di avere un po’ di soldi per ricariche telefoniche, un giubbotto nuovo, vestiti alla moda. Incontravano Paolini, per loro volto noto della tv e quindi motivo di vanto, in una cantina e consumavano lì i rapporti, consapevoli di essere ripresi. Il prossimo passo sarà il loro esame con l’assistenza di uno psicologo per spiegare come sono nati i contatti con Paolini, il quale detiene una mole così vasta di video e foto da far pensare ad un giro molto più grande. L’indagato ha fornito la sua versione dei fatti, nelle 3 ore di interrogatorio assistito dagli avvocati La Marca e Kormmuller, raccontando che non si è trattato mai di sesso a pagamento, ma solo di rapporti consenzienti con il suo fidanzato. Ebbene sarebbe una normale storia d’amore quella che lega il Paolini ad uno dei ragazzi, vissuta alla luce del sole e con le consuete presentazioni in famiglia, i video erano ad esclusivo uso personale per spirito narcisistico. Nessun pagamento per le prestazioni e nessun rapporto sessuale con gli altri due minori, ma solo rapporti affettuosi di amicizia poi finiti dopo l’innamoramento per l’altro. Le pesanti accuse sarebbero quindi induzione e sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600 bis c.p.) nonché pornografia minorile (art. 600 ter c.p.). Nella vicenda si punisce sia la determinazione indotta nei minori della decisione di prostituirsi che l’approfittamento economico delle attività sessuali compiute dagli stessi. Con il reato di pedopornografia, invece, si punisce la realizzazione di esibizioni/spettacoli o la produzione di materiale pornografico o il suo commercio, configurabile quando la condotta abbia una consistenza tale da implicare un concreto pericolo di diffusione del materiale prodotto (al di fuori residua la detenzione di tale materiale, art. 600 quarter c.p., per la quale non serve tale pericolo, essendo sufficiente la mera consapevolezza di detenerlo). Le pene previste sono piuttosto alte dai sei ai dodici anni di reclusione in corrispondenza del grave disvalore caratterizzante tali reati che hanno come vittime i minorenni, soggetti deboli del nostro ordinamento, verso i quali c’è un dovere costituzionale di maggior tutela e protezione. Tutto ciò sarà da verificare e provare, ma la notizia sicuramente è sconcertante soprattutto perché riferita ad un soggetto soprannominato “il profeta del condom”, attore porno, che aveva lanciato poco tempo fa campagne a favore della pena di morte per pedofili e stupratori.

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