Arrestato assessore leghista piacentino per concussione e corruzione

PIACENZA, 13 APRILE ’12 – Concussione e corruzioni, sono queste le accuse di cui dovrà rispondere Davide Allegri, ex assessore leghista alla Protezione civile e all’Ambiente della Provincia di Piacenza, già assessore all’Urbanistica del Comune di Cortemaggiore, arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Piacenza. La vicenda gravita attorno ad autorizzazioni a realizzare impianti fotovoltaici e l’arresto arriva al termine di indagini cominciate due anni fa, quando Allegri era stato sottoposto dai militari a un’ordinanza di custodia per concussioni consumate e tentate e per corruzione. Quando la notizia venne riportata dalla stampa l’amministratore piacentino decise di abbandonare l’incarico a Castelmaggiore, decisione sulla quale polemizzò moltissimo l’opposizione. Allegri aveva motivato la scelta spiegando l’impossibilità di conciliare impegni politici e lavorativi. Qualche giorno prima in Procura arrivò un plico, inviato da un autore misterioso, che conteneva registrazioni telefoniche tra due esponenti leghisti, oltre a trascrizioni delle medesime conversazioni, richieste di rimborso spese e alcuni documenti riguardanti l’installazione di impianti fotovoltaici nel territorio piacentino. Quando Allegri seppe di essere finito nel mirino della giustizia aveva rilasciato alcune dichiarazioni per spiegare la proprie estraneità ai fatti e che i percorsi autorizzativi degli impianti fotovoltaici non dipendono dalla volontà politica di nessuno.

ELEONORA DOTTORI

D: Quando si parla di concussione?

R: La concussione (art. 317 c.p.) è commessa da pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce qualcuno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità. La corruzione, invece, è il reato commesso dal pubblico ufficiale che per compiere un atto del suo ufficio (art. 318 c.p.) o per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o aver compiuto un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.), riceve per sé o per un terzo, una retribuzione che non gli è dovuta (in denaro o altra utilità) o ne accetta la promessa.

Pertanto, mentre nella concussione il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, abusando della loro qualità, costringono qualcuno a dare o promettere una qualche utilità, nel reato di corruzione, invece, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio percepiscono l’utilità in seguito all’accordo con un privato che viene punito in eguale maniera.

AVV.TOMMASO ROSSI

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