AREZZO, 8 NOVEMBRE – Il furto dei lingotti d’oro, ben 150 chilogrammi era avvenuto lo scorso 8 marzo nella ditta Salp a Poggio Bagnoli di Pergine Valdarno, piccolo paese in provincia di Arezzo. Nelle ore scorse la Polizia di Arezzo, in collaborazione con i Carabinieri, ha posto agli arresti 3 persone, altre sei sono indagate a piede libero. I tre, di cui 2 erano già noti alle forze dell’ordine, sono tutti pugliesi a le indagini sono condotte anche nelle zone di Andria, Barletta e Bitonto dove sono state effettuate numerose perquisizioni che son state effettuate anche nel veronese.
Le indagini che hanno permesso di risalire ai malviventi anche grazie agli accertamenti della Polizia scientifica, erano cominciate dopo il ritrovamento lungo l’autostrada vicino alla ditta, di una grossa ruspa rubata un mese prima del furto. Un intero paese fu isolato per permettere ai rapinatori di compiere il colpo che era stato definito da qualcuno ‘il furto del secolo’. Ancora una volta l’opera della Polizia scientifica e le risultanze incrociate del DNA sembrano aver però incastrato questi ‘ Lupin’ di casa nostra.
A.D.
D:Esiste una banca del DNA presso la Polizia scientifica che permette comparazioni di reperti biologici di criminali?
R: Esiste una Banca dati nazionale del DNA (presso il Ministero dell’interno – Dipartimento della pubblica sicurezza) e un Laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA (presso il Ministero della giustizia – Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), cui ovviamente le forze di Polizia possono accedere per la comparazione delle tracce biologiche alla ricerca di DNA. Inoltre, in forza di un trattato di cooperazione europea, è previsto che tutti i paesi aderenti istituiscano analoga Banca dati di modo da potersi scambiare le informazioni.
D: Quando e come può essere disposta una perquisizione locale?
R: La perquisizione viene disposta con decreto motivato (atecnicamente definito “mandato”) emesso dall’Autorità Giudiziaria (che può provvedervi personalmente oppure può delegare la polizia giudiziaria) quando vi è fondato motivo di ritenere che il corpo del reato o cose pertinenti al reato si trovino in un determinato luogo (perquisizione locale o domiciliare) oppure sulla persona (perquisizione personale). Nel caso però di flagranza di reato o di evasione gli ufficiali di polizia giudiziaria vi procedono trasmettendo non oltre le 48 ore il verbale delle operazioni compiute al PM de luogo in cui la perquisizione è stata eseguita. Il P.M. dovrà procedere alla convalida nelle 48 ore successive.
D: Ci si può opporre alla perquisizione domiciliare se gli inquirenti hanno un mandato della Procura?
R: Nel caso di perquisizioni locali copia del decreto autorizzativo deve essere consegnato all’indagato/imputato o alla persona che abbia la disponibilità del luogo con l’avviso della facoltà di farsi rappresentare o assistere da una persona di fiducia purchè idonea e prontamente reperibile. Se tale soggetto manca, la copia del “mandato” e l’avviso viene rivolto ad un congiunto, coabitante o collaboratore. Qualora venga rispettata tale procedura non ci può opporre alla perquisizione.
D: Nella collaborazione fra loro, le singole Questure mantengono la propria autonomia o sono coordinate da una centrale?
R: Quando c’è un procedimento pendente presso la Procura della Repubblica è il Magistrato titolare dell’inchiesta che coordina le forze di polizia giudiziaria di cui si serve per svolgere le indagini.
AVV.TOMMASO ROSSI
Related posts:







IL FURTO DEL SECOLO…. MITICI LO STESSO!!!
azz
e io pago! e io pago!