Archiviata dalla Procura di Stoccarda l’inchiesta sulla strage di Stazzema del ’44 a carico dei soldati nazisti

FIRENZE, 2 Ottobre 2012 – C’è grande indignazione da parte dei cittadini di Stazzema per l’archiviazione dell’inchiesta sulla strage di Sant’Anna del ’44, da parte della Procura di Stoccarda. Imputati, i soldati tedeschi della 16ma divisione corazzata <<Reichsfuehrer SS>>, già condannati all’ergastolo dal Tribunale di La Spezia, con l’accusa di “concorso in violenza con omicidio contro privati nemici pluriaggravata continuata”. Di fatto, il 12 aosto 1944 a Sant’anna Stazzema furono uccisi ben 560 civili , tra cui donne e bambini.
Il rifiuto di estradizione – Dopo la condanna all’ergastolo per gli 8 soldati nazisti emessa dal Tribunale di La Spezia ( link della sentenza http://corrierefiorentino.corriere.it/media/pdf/stazzema/Sentenza_Stazzema.pdf ), la Germania rifiutò l’estradizione. Tra i condannati, anche Gherard Sommer, ora novantunenne.

L’archiviazione del caso – La decisione di archiviare il caso è stata ora presa a causa dell’assenza di prove documentali comprovanti la responsabilità individuale dei 17 accusati ancora in vita. Secondo la Procura tedesca sarebbe infatti necessario che venisse comprovata per ogni singolo la partecipazione alla strage – non è sufficiente l’appartenenza di un militare alle unità W-SS. I reati di omicidio e e concorso in omicidio non sono stati prescritti, ma gli inquirenti tedeschi non osno riusciti a d accertare se la strage sia stata un atto programmato nei confronti della popolazione civile o la lotta ai partigiani della zona con l’obiettivo di deporazione nei lager.

L’indignazione dei superstiti – Certamente l’impunità delle 17 SS ancora viventi ha suscitato grande rabbia e sconcerto tra i cittadini si Sant’Anna, tra cui il Sindaco Michele Silicani, il quale ha commentato «Si disconosce anche il lavoro di un tribunale militare italiano che nel corso degli anni ha svolto un lavoro importante su quanto accaduto; quello che mi lascia interdetto è che tra i gerarchi delle ex SS tedesche c’è anche un reo confesso». «Sono stati discolpati i soldati, ma gli ufficiali e i sottufficiali sono ritenuti responsabili di quanto accaduto»,aggiunge. Una testimone superstite, Cesira Pardini, premiata con la medaglia d’oro per aver salvato due sorelle ed un bambino di un anno, ha esternato la sua indignazione «Non è giusto tutto questo – dice -. È una decisione che non ha nessuna logica». Infine, anche il magistrato istruttore del processo svoltosi in italia, il procuratore militare di Roma Marco De Paolis, ricorda «alle condanne all’ergastolo – ricorda – si è giunti non solo sulla base di precise prove documentali e testimoniali, ma ci sono stati alcuni imputati rei confessi, non solo con i magistrati, ma addirittura con i giornalisti. Da questo punto di vista non riesco a capire un integrale provvedimento di archiviazione».

CLARISSA MARACCI

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