“Antipsichiatrico” di denuncia e liberatorio l’urlo rap di Congry

10 Congry URLA CANTINEAncona, 9 giugno 2013 – Il rap “antipsichiatrico” di Congry (Gabriele Gresta), rapper di Senigallia, dilaga nella scena marchigiana con le sue metriche incalzanti e rime studiate, caratterizzate da tonalità cupe e tonanti. Sin dall’adolescenza, Congry si sente fortemente attirato dal mondo del rap e dell’hip hop, non solo per quanto riguarda l’ambito musicale, ma anche per quello legato all’arte dei graffiti e della breakdance. E coltiva ulteriormente questa passione acquistando l’audiocassetta di Lou X, noto rapper abruzzese, che egli descrive come un’opera progettuale ricca di contenuti interessanti ed estremamente seria. Poi attraversa una fase di lieve deviazione verso la musica house (1997-98). In questo periodo deve fare i conti con problemi psicologici e familiari, affronta la dura esperienza dei ricoveri psichiatrici. Ed è proprio questa esperienza, all’età di 22 anni, che spinge Congry a al grande ritorno al rap. Ad utilizzare questa forma di canto come sfogo liberatorio. Ricomincia ad acquistare dischi di rapper importanti, del calibro di Fabri Fibra e Bassi Maestro. Ora non vuole più vivere il rap passivamente, sente la necessità di far parte di quel vasto mondo incidendo pezzi propri. Passa un anno, e fonda il Congry Home Studio, dove opera come produttore per i rapper emergenti. Lavora alle sue prime basi col computer, mescolando il rap all’elettronica, al funky e a sonorità di livello commerciale, ma affrontando tematiche molto riflessive.

Dopo questa esperienza, fonda il Congry Crew, con Francesco Baccanini  (chitarra) e Carlo Federiconi  (basso), e produce il disco “Angeli e Diavoli”, anticipato dal singolo “Abbassiamo i toni”, cliccatissimo su youtube. Per incidere questo suo primo cd-albun, Congry invita a suonare nel suo studio dei veri e propri musicisti, proponendo un rap più melodico. L’attività musicale di Congry inizia a riscuotere successo nel territorio marchigiano: partecipa a tutti i contest di freestyle, suona nelle discoteche locali. Nel 2008 approda a Milano, in piazza del Duomo.

La svolta arriva col disco “L’antipsichiatria”, promosso dal singolo omonimo, anche questo su youtube. “L’antipsichiatria” è un lavoro sentito, importante soprattutto dal punto di vista emotivo. Un concept album che Congry definisce come un progetto improvvisato, ma che nasce da una forte volontà di aprirsi e di dimostrare che il rap, se usato correttamente, può svolgere una vera e propria funzione di denuncia. In questo caso, l’autore vuole denunciare la grossa lacuna che la psichiatria costituisce nel sistema sanitario italiano. Descrive gli addetti del settore come persone che non sono davvero presenti accanto ai pazienti e alle loro gravi difficoltà, che usano gli psicofarmaci come sostitutivi del dialogo, del rapporto umano, del confronto diretto. Ci racconta di diagnosi sbagliate, di ricoveri prolungati anche per pazienti che dimostrano di non avere problemi. “L’antipsichiatria” ha per Congry un valore di rappresentanza, usa il disco come un messaggio personale, un urlo da rivolgere contro il sistema terapeutico.

I progetti di Congry non si fermano. Continua a svolgere una funzione di produttore, collabora con altri artisti della scena, come per il brano “Fantasmi (dietro il cancello)” dei rapper anconetani Altro Eco e Raffaele. Fonda i Malati Terminali Click, assieme ad Adria e Zeng, noti artisti di Senigallia, per produrre il disco “Hip Hop Hospital”, anticipato dal singolo omonimo, che tutt’ora rimane un progetto inedito.

Congry e i Malati Terminali Click continuano a tenersi incollati i propri fan e sperano di riuscire a trovare presto un’etichetta discografica interessato ai loro progetti, che voglia investire su di loro.

Alex Gasparini

 

 

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