Antipirateria – Privacy: 1-0

STRASBURGO, 31 GENNAIO ’12- Se fosse un incontro di calcio, questo sarebbe veramente un gol molto pesate. L’ Ue infatti aderisce al trattato anti-pirateria che imporrà agli internet provider (i vari Telecom, Fastweb ecc.. ossia coloro che ci forniscono la banda larga e la connettività) di fornire i dati relativi al traffico effettuato e l’identità del soggetto che si presume  violi il copyright scaricando illegalmente materiale protetto. L’accordo è stato siglato una settimana fa a Tokyo e tra qualche mese se ne discuterà a Strasburgo, previsto per l’estate 2012 l’esito del voto. Per molti, tra questo Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, si tratta di un provvedimento liberticida il quale non nasconde i propri timori su un impatto negativo rivolto alla libertà di espressione, alla cultura, alla conoscenza e anche all’accesso alle medicine. Molti sono i blog in rivolta definendo questa operazione una guerra termonucleare alla pirateria.  Da prendere in considerazione anche le parole di Fulvio Salzana che nel suo blog pone in evidenza eventuali ripercussioni negative di questa azione estensiva fino a casi estremi come: “Acta consentirà ad esempio di ottenere da un’Università Africana che studia un vaccino contro l’Aids il nominativo dei ricercatori che lavorano alla creazione di un farmaco generico e di poterli quindi sottoporre a procedimento per violazione di brevetto”. I produttori invece tendono a minimizzare definendo eccessive le polemiche dei blogger specificando che questi provvedimenti sono finalizzati alla lotta contro le grandi organizzazioni criminali come Megaupload (gia trattato clicca qui per leggere l’articolo) o la Camorra.

D: Il traffico che generiamo su internet viene in qualche modo registrato?
R: Dal momento in cui ci colleghiamo tutto il nostro traffico viene assorbito e scritto nei nostri ISP (Internet Service Provider). I siti che visitiamo, i files che scarichiamo, tutto. Infatti le autorità giudiziarie possono comunque accedervi in caso di indagini (basti pensare le conversazioni su Facebook di Salvatore Parolisi richieste dalla magistratura settimane dopo l’omicidio).
D: Con questa norma chiunque avrà accesso ai dati personali e alla navigazione dei singoli individui?
R: Per rispondere a questo domanda è necessario specificare prima una cosa. Ogni individuo che si collega ad internet viene associato ad un indirizzo ip, una combinazione numerica simile al classico numero telefonico. E’ molto semplice, se si hanno gli strumenti giusti, tracciare il traffico di questi indirizzi. Tali strumenti vengono utilizzati dalle case cinematografiche / musicali per monitorizzare il traffico illegale dei loro prodotti. Quello che non possono fare però è di ottenere un nome associato a questi indirizzi. Per l’appunto la legge sulla privacy impedisce (o impediva) di acquisire tali informazioni. Questa normativa permetterà ad un privato di vedere CHI ha scaricato COSA.
D: Almeno riusciranno veramente a sconfiggere la pirateria?
R: Assolutamente no. Già in precedenza sono state applicate restrizioni sui protocolli e raggirate in poco tempo. Crittografie e offuscamenti più complessi permetteranno di celare il traffico dei download illegali. L’unico risultato sarà quello di aver dato in mano a dei privati un’arma potentissima che permetterà a questi di farsi… gli affari nostri.

GIORGIO DI PROSSIMO

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