Ancora un omicidio a Roma. Trentotto morti in poco più di un anno, alta tensione nella capitale

ROMA, 8 FEBBRAIO ’12 – Un colpo di pistola alla testa, forse un regolamento di conti, fatto sta che a Roma la scia di sangue macchia anche la candida neve. La vittima dell’omicidio, consumatosi ieri sera in via di Torrevecchia, nella periferia nord-ovest, era Mario Maida,61 anni di recente uscito di prigione per un vizio procedurale in merito ad una vicenda che non è stata del tutto chiarita. L’uomo infatti era stato accusato dell’omicidio di una nipote nel 2005. Ieri sera Maida, che viveva a Casal di Marmo, aveva chiuso la sua autofficina ed era salito a bordo della sua Mercedes per tornare a casa dopo la giornata lavorativa. Appena fuori dal cancello però, secondo alcuni testimoni, due persone in sella ad uno scooter lo avrebbero avvicinato e freddato con un colpo di pistola alla testa. La vittima forse ha cercato di sfuggire ai killer rientrando nell’autofficina ma l’auto è stata raggiunta su una rampa e per Maida non c’era più scampo. Nonostante l’orario di chiusura di diversi negozi alcuni passanti hanno dato l’allarme e sul posto si sono recate la Squadra Mobile e la Polizia Scientifica che hanno dato il via alle indagini, occorrerà infatti, verificare la presenza di telecamere, ascoltare i testimoni e interrogare i parenti della vittima. Dall’inizio dell’anno a Roma si sono verificati già cinque omicidi, che vanno ad aggiungersi ai 33 casi dell’anno scorso, dati preoccupanti che spiegano la reazione di parenti e amici della vittima che si sarebbero recati sul luogo dell’omicidio per impedire che si facciano foto e ci si avvicini al luogo.

Una città macchiata di sangue. Come detto, sono stati 33 gli omicidi nel 2011 molti dei quali rimasti ancora senza una soluzione. Esecuzioni in piena regola e rapine, killer a bordo di scooter o a piedi, pregiudicati, giovani e anziani, e persino la piccola Joy di soli nove mesi. La scia di sangue nella capitale non si placa.

ELEONORA DOTTORI

 

D: In questi caso sarà aperto un fascicolo contro ignoti per consentire lo svolgimento delle indagini ma i numeri parlano chiaro, la situazione nella capitale comincia a diventare allarmante. Gli enti locali, comune, provincia e regione, come possono affrontare l’emergenza sicurezza?

R:Credo serva un coordinamento con tra Stato, enti pubblici locali e soprattutto forze di polizia per tentare di affrontare il problema non più come una serie di fatti delittuosi slegati l’uno dall’altro, ma come qualcosa che si sta muovendo a livello di criminalità organizzata di tipo diverso rispetto a quanto è stato combattuto negli ultimi anni. A Roma sembra esservi una nuova guerra tra bande per il controllo del territorio e delle attività delinquenziali ad esso legate, come ai tempi della Banda della Magliana, e va affrontata in questi termini.

AVV.TOMMASO ROSSI

 

 

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply