Anche le Olimpiadi di Londra vestono esclusivamente Made in China

DALIAN, 23 Luglio 2012 – E’ un’azienda cinese quella che ha vestito gli atleti per le Olimpiadi di Londra 2012. I lavoratori, seduti di fronte le loro macchine da cucire, sono agli sforzi finali prima del grande evento, riporta il Chinadaily. La casa manifatturiera è la Dayang Group Co. Ltd. che si trova nella città di Dailan, nel nord est della Cina.
Questo fatto ha suscitato una certa polemica da parte di un gruppo di deputati statunitensi, guidati dal senatore Harry Reid, i quali hanno spiegato al Comitato Olimpico che le uniformi degli atleti americani dovrebbero essere prodotte negli States. “Dovrebbero togliersi i vestiti di dosso, bruciarli e iniziare da capo” sostiene il senatore Reid.

Al contrario, lo stilista americano Ralph Lauren li ritiene capi di qualità e ciò lo ha convinto a lavorare con la Dayang Group anche quest’anno. In realtà, il gruppo aveva già fornito più di 3000 uniformi per la delegazione americana nei giochi olimpici di Beijing 2008. La società produce circa 5 milioni di capi ogni anno, il cui 80% è destinato al mercato estero.

Li Guilian, il CEO della società, risponde alle accuse “Il Dayang Group ha una lunga cooperazione con i clienti d’oltreoceano. Questo incidente diplomatico non cambierà lo sviluppo della società, ma darà ancora più luce ai prodotti made in china e al nostro marchio.”

Oltre al gruppo Dayang, tutta la provincia dello Zehjiang (est) sta correndo per fornire qualsiasi prodotto necessario alle Olimpiadi di Londra. L’azienda di Lu Zhuyuan, ad esempio, ha prodotto 4000 bandiere per I giochi olimpici 2012. “Due su dieci sono prodotte dalla nostra società” racconta Lu.

Secondo l’International Trade and Economic Cooperation Institution, sotto il Ministero del Commercio, il made in china rappresenta sempre di più un’opportunità in termini di prezzo, il che aiuta a mantenere stabile il commercio estero. Questo perché la Cina può contare su un mercato domestico enorme. “Come i prezzi dell’energia cadranno, gli ordini ritorneranno in Cina.” Le statistiche mostrano che nella prima metà di quest’anno, il mercato delle materie prime all’ingrosso, ha esportato nel Regno Unito 34.28 milioni di dollari, 17% più dell’anno scorso.

CLARISSA MARACCI

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