Anche io mi chiamo Giovanni Tizian

MODENA, 13 GENNAIO ’12- Questa è la frase che da diversi giorni viene riportata più spesso sui profili di Facebook. Questo è anche il titolo della campagna portata avanti dall’associazione daSud, impegnata nella lotta contro tutte le mafie. E ancora una volta la Rete si muove in massa per far sentire la propria vicinanza ad un giovane giornalista, Giovanni Tizian per l’appunto, il quale da diverse settimane vive sotto scorta dopo aver ricevuto minacce di morte da parte della mafia.
Tizian ha da poco pubblicato un libro – che sarà presentato a Modena il prossimo 15 gennaio – dal titolo “Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” nel quale svela i risultati di una lunga inchiesta sulle infiltrazioni mafiose al Nord, e in particolare in Emilia Romagna. <Bisogna rendersi conto – dice - che le mafie da queste parti non sono più un fenomeno formato da quattro persone venute a stare qui per il soggiorno obbligatorio, bensì una realtà radicata sul territorio, che vive di relazioni sociali e opera pienamente dentro il tessuto economico e sociale>.
Vive a Modena da diversi anni, da quando la ‘ndrangheta ha ucciso suo padre, Giuseppe Tizian, a Locri, dove viveva con tutta la sua famiglia e dove svolgeva il suo lavoro presso la banca Monte dei Paschi di Siena. Giuseppe Tizian aveva solo 36 anni. L’omicidio è rimasto senza colpevoli.
Giovanni Tizian conosce bene l’argomento Mafia, in tutte le sue ramificazioni, tanto da farne l’oggetto della sua tesi di laurea in Criminologia. In una delle ultime interviste concesse mette in guardia l’ascoltatore: <il problema è che siccome il fenomeno violento è sicuramente scemato, non che è scomparso, è scemato, non fa più clamore e quindi “la mafia non esiste”. Il problema è che non crea più allarme sociale.>
Quando gli si chiede se ha paura lui risponde così: <Paura no, perchè io agisco nella legalità. Io scrivo, e scrivere è legale: non devo avere paura di una cosa legale. Sono loro magari ad avere paura rispetto ad una vita fatta di galera, di sangue, di violenza di arresti, di privazioni affettive.>

Anche noi della Redazione di Fatto&Diritto ci chiamiamo Giovanni Tizian.

 

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