All’asta i comunicati delle Brigate Rosse,c’è anche la condanna a morte di Aldo Moro.

MILANO, 20 MARZO ’12 – Il 27 marzo nella Sala Bolaffi di via Manzoni n. 7 a Milano, a partire dalle 10.30, insieme con documenti storici, oggetti di antiquariato e fotografie d’epoca, verranno messi all’asta diciassette tra comunicati e volantini delle Brigate Rosse. Tra i comunicati, il più importante è quello del 15 aprile 1978 – il sesto – in cui veniva annunciata la condanna a morte di Aldo Moro, già sottoposto a “processo” dalle Br nel covo romano in cui fu tenuto prigioniero per 54 giorni dopo il rapimento in via Fani e l’uccisione dei cinque componenti della scorta. “L’interrogatorio al prigioniero è terminato. Per quel che ci riguarda il processo finisce qui. Aldo Moro è colpevole e viene pertanto condannato a morte”,si legge nel comunicato. E ancora: “Le responsabilità di Aldo Moro sono le stesse per cui questo Stato è sotto processo. La sua colpevolezza è la stessa per cui la DC ed il suo regime saranno definitivamente battuti, liquidati e dispersi dall’iniziative delle forze comuniste combattenti”. Il documento all’asta, scritto fronte-retro, fu distribuito a un mese dal rapimento del presidente della Dc. Il 9 maggio 1978, come annunciato, Moro fu poi fatto ritrovare cadavere nel baule di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani a Roma, poco distante dalle sedi di Pci e Dc.

Nel lotto 243, la cui base d’asta è di 1.500 euro, vi sono inoltre delle copie dei volantini che i brigatisti hanno distribuito nelle fabbriche o nel corso delle manifestazioni dell’estrema sinistra, dal 1974 al 1978 (a studenti e operai si intimava di “leggere, far circolare e passare all’azione”). La valutazione dell’intero lotto ammonta ad una cifra superiore ad un documento firmato da Adolf Hitler (mille euro) e ad uno scritto da Benito Mussolini (500 euro). E dalle pagine del quotidiano di approfondimento online “Linkiesta” arriva l’appello accorato del giornalista Michele Fusco al Presidente del Consiglio Mario Monti: “L’idea che una fetta drammatica della nostra storia possa andare via così, con un’alzata di mano, per poco più di 1.500 euro, lascia un po’ inquieti. Almeno quella mattina, professor Monti, non faccia mancare la mano dello Stato. E vinca quell’asta”, dice Fusco. E aggiunge: “È dunque a lei che ci rivolgiamo, professor Monti. Alla sua sensibilità. Alla sensibilità riconosciuta del suo governo. Questa occasione non deve essere gettata via. Allerti i ministri competenti (Beni culturali, Giustizia, Interni) e acquisisca quei documenti. Andranno esposti perché tutti ricordino”.

FEDERICA FIORDELMONDO

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