Allarme biblioteche: aperture a singhiozzo e prestiti bloccati in tutta Italia. L’inchiesta de L’Espresso

PESCARA, 14 OTTOBRE ’12 – E’ un’inchiesta de L’Espresso, firmata da Valentina Grippo, a rivelare cosa succede nelle biblioteche di Pescara, Palermo, Orvieto, e in molte altre strutture del Paese, dove i prestiti sono bloccati da tempo, le aperture rarissime e i finanziamenti dimezzati. Nei giorni scorsi un utente della Biblioteca Comunale di Pescara, Andrea D’Emilio, ha occupato simbolicamente il deposito libri inattivo da quasi un anno e sono ben 180mila i volumi off limits per tutti. Una decisione, quella di bloccare il prestito, presa in seguito alla segnalazione dei vigili del fuoco che avevano evidenziato problemi di sicurezza. Si sarebbe dovuto intervenire immediatamente e invece è trascorso quasi un anno e la situazione è rimasta tale e quale. Le istituzioni avevano promesso 150mila euro necessari per i lavori – denuncia il direttore Enzo Fimiami su L’Espresso – ma non sono mai arrivati. Nell’ultimo anno il denaro in dotazione della biblioteca è stato ridotto da 129mila euro a 22mila euro e anche il personale è calato da sei bibliotecari a due. In sostanza a Pescara, 250mila abitanti compreso l’hinterland, non s’è una biblioteca completamente agibile visto che anche quella regionale è chiusa da tempo in attesa di una nuova apertura.

La biblioteca Luigi Fiumi di Orvieto è enorme: 2700 mq per una struttura innovativa costata fior fiori di milioni ma con scarsissime risorse di mantenimento. L’Espresso rileva che a gestire lo spazio sono tre bibliotecarie, due assistenti e due educatrici di asili nido in mobilità forzata a fare un lavoro che non è il loro. Lo spazio rimane quindi aperto a singhiozzo, nonostante la protesta degli utenti. Uno Spreco con la S maiuscola.

Tutt’altro discorso nella Biblioteca Centrale della Regione Sicilia, inaugurata nel 1782, dove sono conservati testi di immenso valore oltre a volumi inediti. Nel complesso del Collegio Massimo dei Gesuiti di Palermo ci sono circa 300 utenti al giorno che possono contare su 160 dipendenti. L’Espresso rileva che per il funzionamento della biblioteca il direttore Francesco Vergara può contare su meno di 1000 euro che non bastano neppure per comprare la carta igienica.

E non è tutto. Il settimanale riferisce anche della Sala Borsa di Bologna, chiusa il lunedì per carenza di fondi e personale, della biblioteca di Napoli da dove sono stati trafugati dal personale migliaia di volumi rarissimi finiti nella collezione del senatore Pdl, Marcello Dell’Utri, e della Biblioteca Nazionale di Roma anch’essa costretta a fare i conti con non poche difficoltà. Chiusa a tempo indeterminato anche la celebre Biblioteca Universitaria di Pisa. Anche i trecento libri della prima edizione italiana dell’Enciclopedia di Diderot e D’Alambert, i testi di Giordano Bruno e Benedetto Croce conservati presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, rischiano di finire negli scatoloni.

ELEONORA DOTTORI

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