All’alba del Nuovo Anno è morto Don Verzé

MILANO, 31 DICEMBRE 2011 – E’ stato forse più di ogni altro l’emblema di un Paese ormai prossimo al degrado di ogni limite di moralità e dignità. E forse non è un caso che Don Luigi Verze’ sia morto proprio questa mattina, a Milano, nel giorno in cui si suole buttar via tutto il peggio dell’anno passato per far spazio ad un’alba di nuove speranze per l’anno che si accinge ad entrare.
Aveva 91 anni e la notizia della sua morte si apprende da fonti vicine al S.Raffaele. Il fondatore del S.Raffaele è deceduto nella sua abitazione alle 7.30 circa. Al momento non si conoscono i motivi del decesso. Don Verzé è stato il fondatore dell’ ospedale San Raffaele di Milano e presidente onorario della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, oltre che fondatore e rettore dell’Università Vita-Salute San Raffaele, di cui ormai, dopo il passaggio del testimone allo IOR e alla famiglia Malacalza, ricopriva soltanto un ruolo formale di consigliere di amministrazione.
In genere quando qualcuno ci lascia si spendono righe e righe di parole che suonano come violini a lutto edulcorando ogni ricordo.Io mi limito a dare la notizia. Ma nessuno potrà cancellare dai miei occhi le immagini viste e riviste in questi mesi dell’Uomo Don Verzé.
Ci siamo più volte occupati delle oscure vicende del crac del San Raffaele e di questo Grande Burattinaio che muoveva i fili degli affari della clinica e non solo, dopo che il suicidio del suo ex braccio destro Mario Cal aveva scoperchiato il vaso di Pandora: http://www.fattodiritto.it/milano-san-raffaele-dopo-fallimento-ora-si-indaga-per-bancarotta/ ; http://www.fattodiritto.it/crac-san-raffaele-arrestato-ex-direttore-finanziario-mario-valsecchi/ e anche http://www.fattodiritto.it/san-raffaeleindagato-don-verze-perquisito-yacht-al-porto-di-ancona/

Dall’indagine per associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta legata alle vicende del crac del San Raffaele, scrive il gip titolare, “emerge un contesto criminale non episodico né individuato in isolate iniziative frodatorie, quanto piuttosto un vero e proprio meccanismo finalizzato a creare sistematicamente disponibilità di denaro occulte e vantaggio di Cal e dei suoi favoriti, innanzitutto Daccò”. Il giudice per le indagini preliminari si riferisce a un vero e proprio “programma di delinquenza, una serie indeterminata di delitti, appropriazione indebita aggravata, operazione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, bancarotta patrimoniale per dissipazione”, e precisa: “Il programma di depredazione sistematica della Fondazione promosso da Cal e Piero Daccò era appoggiato dai fornitori”.

A Don Verzé va la mia umana pietas per una vita che si è interrotta questa mattina con la morte, ma già molto tempo fa con la perdità della dignità di cristiano.

TOMMASO ROSSI

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