Alberto, l’unico Ironman che vede il record con il cuore

MILANO, 24 MAGGIO ’12 – Vedere con il cuore, sentire con le mani. Le stesse mani con cui Alberto Ceriani, 42 anni, non vedente, sposato e padre di due figlie con cui vive a Milano, ha stretto la vittoria più grande. Conquistare record nello sport aiutato solo dalla sua grande forza d’animo che gli ha consentito di vedere anche quello che i suoi occhi non potevano. Ceriani è l’unico cieco al mondo a essere campione di triathlon (una disciplina sportiva che consiste nel nuotare per 3.800 metri nell’oceano, pedalare per 180 km e correre una maratona), ad avere superato i propri limiti e aver concluso l’Ironman, percorso per uomini d’acciaio chiamato così non a caso. Da anni Alberto Ceriani pratica questi tre sport – corsa, nuoto e bicicletta – partecipando a competizioni europee e mondiali. Il suo ultimo record, ci piace definirlo proprio così, è il quinto piazzamento al Campionato europeo di Triathlon, disputato in Israele a fine aprile. Quinto è un posto d’onore, anche se lui è abituato ai primi gradini del podio (è stato medaglia d’oro di Lisbona nel 2008; di bronzo a Pontevedra nel 2011). Nel 2006 ha disputato a Kona, nelle isole Hawaii, la finale di “Ironman”, disciplina massacrante che consiste nel nuotare per 3.800 metri nell’Oceano, pedalare per 180 km ed infine correre la maratona di 42.195 metri. Tutto in un fiato senza pause per 13 ore e 52 minuti. Non un record mondiale, forse, ma di certo un record personale per il milanese Alberto Ceriani. L’uomo, affetto dalla rarissima sindrome di Leber che improvvisamente gli ha tolto la vista nel 1996, non ha mai smesso di lottare. La malattia genetica gli ha tolto la vista ma non la passione per lo sport, grazie alla quale ha trovato la spinta e la determinazione necessarie per toccare la vita con dignità e coraggio.

Alberto Ceriani lavora come centralinista in una banca e nel tempo libero, si dedica allo sport anzi agli sport, insieme alla guida sportiva Claudio Pellegri. Con lui va in tandem per le strade di Milano (Claudio tiene il manubrio e la direzione, Alberto è la forza pedale), oppure corre anche due volte al giorno nei periodi di grandi allenamenti che preludono una gara (lui e la guida sono legati da una cordicella ai polsi). Terza disciplina, il nuoto: lo si incontra spesso in piscina, a Milano, macinare vasche a tempi cronometrati, sempre con l’aiuto dell’inseparabile Claudio, che lo precede in vasca legato al torace con una cordicella lunga due metri. “Ho sempre praticato sport – aveva dichiarato alla stampa il campione ipovedente – da ragazzino per me lo sport era un modo per mantenermi in forma e per imparare alcuni valori della vita. Ma da quando sono diventato cieco l’attività agonistica riveste un ruolo fondamentale della mia vita perché mi da la possibilità di conoscere altre persone, di integrarmi e di stare con gli altri”.

Il suo esempio è di un uomo pronto a combattere per la vita. Insieme all’amico Michele Pavan (anch’egli cieco) ha fondato il sito internet disabilincorsa.com, che mette in contatto non vedenti e guide per praticare sport all’aria aperta. Nel 2004 cliccando, conosce grazie a quel sito Claudio Pellegri, un commercialista di Como, grande appassionato di sport. Claudio lo invita a cimentarsi con lui nelle tre discipline del triathlon, uno sport che da sempre affascinava Alberto. E quel legame tra i due sportivi è diventato indissolubile. Alberto e Claudio sono diventati inseparabili compagni d’avventure sportive: ricordiamo che hanno attraversato a nuoto il Lago di Como e quello di Lugano, e nel 2005 anche lo stretto di Messina. Si cimentano nella distanza Ironman e partecipano anche alla mitica gara delle Hawaii, obiettivo di atleti provenienti da tutto il mondo. “Io – commenta Alberto Ceriani – ero il primo atleta non vedente nella storia della competizione. Non penso di fare cose straordinarie e non voglio essere un esempio per nessuno. Voglio solo far capire che un disabile non è inferiore a un normodotato e vorrei coinvolgere sempre più ragazzi come me nello sport”. Ora ci sono altri importanti obiettivi per Alberto: le Paraolimpiadi del 2016 in programma a Rio de Janeiro, le prime in cui anche il triathlon verrà ammesso come disciplina ufficiale. Il coronamento di un sogno per questo atleta così coraggioso che corre in contro alla sua vita.

TALITA FREZZI

 

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