Ai domiciliari per lo stupro di gruppo: non è uno scandalo e vi spiego perché.

SORA (FROSINONE) 14 MARZO ’12- Due ventenni di Sora, in carcere dal 6 agosto scorso per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una minorenne, hanno ottenuto gli arresti domiciliari.
Ciò è stato possibile per l’applicazione dal parte del Tribunale del Riesame di Cassino della recente sentenza della Corte di Cassazione che si era espressa proprio su questo caso, di cui ci eravamo già occupati (clicca qui per rileggere l’articolo).
I due giovani, di 24 e 21 anni, sono accusati di aver avvicinato, fatto salire in macchina e violentato nelle campagne di Sora una ragazzina minorenne, nella notte tra il 23 e il 24 giugno 2011.
I due imputati hanno sempre negato che i fatti siano andati così, sostenendo che la giovane fosse d’accordo con loro. Il Tribunale del riesame di Cassino aveva confermato il carcere per i due, ma dopo il ricorso della difesa la Corte di Cassazione aveva annullato la decisione del riesame rinviando gli atti al Tribunale della Libertà di Cassino e stabilendo, con interprestazione estensiva della sentenza 265 del 2010 della Corte Costituzionale, che per la violenza sessuale di gruppo non è obbligatorio optare per il carcere ma possono essere concesse anche misure cautelari meno afflittive. In particolare i Giudici della Suprema Corte aveva ritenuto la norma introdotta nel 2009 (che prevedeva la custodia cautelare in carcere obbligatoria anche per i reati di violenza sessuale, laddove emergessero gravi indizi di colpevolezza) in contrasto con gli articoli 3 (uguaglianza davanti alla legge), 13 (libertà personale) e 27 (funzione della pena) della Costituzione e lasciando il campo alle alternative al carcere «nell’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfate con altre misure».

Rivalutando in sede di rinvio il caso il tribunale del Riesame ha concesso i domiciliari ai due giovani accusati dello stupro.

L’opinione pubblica aveva accolto con sdegno e shock la decisione della Cassazione, dicendo che non era più previsto il carcere per gli stupratori di gruppo.

In realtà le cose non sono così, cade soltanto l’automatismo, e i giudici devono valutare caso per caso quale sia la misura cautelare più appropriata al caso concreto, come per tutti i reati, per salvaguardare le esigenze cautelare in atto, anche in considerazione del decorso del tempo in esecuzione delle misure via via meno gravi secondo un meccanismo scalare.

E’ così per tutti i reati, anche (con le debite differenze e limitazione specifiche) per i reati di criminalità mafiosa nonché per l’omicidio. La percezione dell’opinione pubblica è diversa. La sig.ra Franzoni ha atteso per larghissima parte in libertà la sentenza sull’omicidio del piccolo figlio Samuele e la percezione dell’opinione pubblica era di dubbio e dibattito sulla colpevolezza della mamma. Ma non di sdegno per il fatto che fosse il libertà. Eppure un omicidio è di gran lunga più grave di una violenza sessuale. 

Voi pensate ad un caso (non raro) in cui l’accusa di violenza sessuale cada nel corso del procedimento penale e magari si riveli null’altro di una invenzione calunniosa della presunta vittima. Pensate anche che magari il Pm o i giudici potrebbero, sin da subito o nel corso del procedimento (prima di giungere ad una archiviazione o ad una sentenza assolutoria), avere dei forti dubbi circa la colpevolezza dell’imputati. E pensate che, nonostante tutto, la persona dovrebbe comunque per forza attende in carcere i tempi (lunghi) del processo.

Ecco, ciò che è venuto meno è solo questo automatismo. Il Giudice potrà sempre decidere di tenere in custodia in carcere l’indiziato del reato di violenza sessuale, uno dei reati più odiosi e spregevoli che vi siano ma, al pari di tutti gli altri, da valutare caso per caso.

Evidentemente, dunque, i Giudici del Tribunale del Riesame, preso atto del venir meno dell’obbligo di custodia cautelare in carcere per il reato di violenza sessuale di gruppo, hanno ritenuto nel caso concreto che la lunga custodia cautelare comunque scontata dai due giovani e altri indicatori facessero propendere per un affievolimento delle esigenze cautelari che potevano, di conseguenza, essere salvaguardate con la misura meno afflittiva (ma ricordiamolo comunque bene, molto limitativa della libertà personale) degli arresti domiciliari.

AVV.TOMMASO ROSSI

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5 Responses

  1. Claudio De Feo
    Claudio De Feo at |

    Sono norme di diritto processuale penale che valgono per tutte le fattispecie e sinceramente mi meraviglia che la cosa faccia notizia. Anzi, mi inquieta, perchè nasconde una logica forcaiola anche a sinistra.

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    1. Mariagrazia Conti
      Mariagrazia Conti at |

      leggere con attenzione l'articolo segnalato da Claudio, perchè fa capire bene cosa vuol dire stato di diritto. La Franzoni ad esempio è stata per molto tempo ai domiciliari, eppure era imputata di omicidio.

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  2. Irene Zanot
    Irene Zanot at |

    E' vero, non è uno scandalo: è una vergogna. "e magari si riveli null’altro di una invenzione calunniosa della presunta vittima": certo, immagino che una minorenne abbia davvero tanta voglia di costruire un processo su un'invenzione calunniosa, di sentirsi interrogare dai giudici e raccontare dettagli su un suo rapporto a tre "consensuale"… Mi chiedo chissà cosa gliene può venire in cambio, chissà quali favori, quali luci della ribalta!…Ma quali forcaioli, queste sono norme che ledono e offendono di più la vittima e basta, l'Italia è una nazione maschilista e fa pena già in materia di legislazione sui reati in generale, sugli stupri in particolare la vergogna tocca picchi altissimi. Questo è quello che penso, in tutta libertà, egregi Avvocati, a prescindere da ogni altro discorso.

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  3. Lorenzo Arosio
    Lorenzo Arosio at |

    A Torino una sedicenne ha inventato uno stupro per nascondere ai genitori di aver avuto un rapporto sessuale con un amico. Questo fatto di cronaca (e altri analoghi) lo ricordiamo tutti, eppure ci sono sempre degli ottusi che negano l'esistenza delle calunniatrici: questa è la vergogna! Italia paese di forcaioli, molti dei quali si sono bevuti le ipocrisie del femminismo: questa è la vergogna! La presunzione di innocenza non va dimenticata mai e per fortuna c'è la Cassazione.

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