Aggredito dal branco perché voleva aiutare una ragazzina ubriaca

 BRESCIA, 9 DICEMBRE ’12 - Giuseppe Sellini, 47 anni, si racconta al Corriere della Sera dopo quanto avvenuto lunedì 3 dicembre al parco Tarello dove l’imprenditore bresciano si era recato la mattina presto per fare jogging. Mentre Beppe si trovava nei pressi della fermata dell’autobus di via Malta avrebbe visto una ragazzina ubriaca che stava male, senza nemmeno pensarci due volte avrebbe cercato di aiutarla quando è stato aggredito da una decina di adolescenti, tutte tra i 16 e i 22 anni, che lo avrebbero picchiato con violenza. A quanto pare il branco stava tornando da una festa quando è avvenuta l’aggressione. Al momento sarebbero state identificate sette ragazze e un giovane di 23 anni. Sellini racconta al Corriere di essere particolarmente sconvolto dalla violenza con cui le ragazze lo hanno picchiato ma di non volere che la sua storia venga strumentalizzata perché nelle nuove generazioni ha fiducia. E come non potrebbe visto che anche lui ha una figlia di 16 anni. Quella mattina, ricorda Beppe, un gruppo di ragazzi stava prendendo a calci un bus con dei passeggeri chiusi dentro: un ragazzo gli si è avvicinato distogliendo l’attenzione dal bus e portandola verso una ragazzina seduta alla pensilina che stava male. Beppe si avvicina ma la giovane rifiuta il suo aiuto e così si sarebbe rivolto ai giovani che stavano terrorizzando i passeggeri del bus: il branco gli si è rivoltato contro con pugni, sputi e insulti. E poi ancora botte, davanti agli occhi inermi di pochi passanti. È stato grazie alla telefonata che l’autista del bus ha fatto ai soccorsi che Beppe è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove i medici gli hanno dato un prognosi di due settimane.

ELEONORA DOTTORI

D: Quali reati si ravvisano?

R: Il reato di lesioni personali aggravate commesso in concorso da più persone, che punisce chi cagiona a qualcuno una lesione dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente ed è punito nel nostro ordinamento con la pena della reclusione da 3 mesi a 3 anni, però qualora si tratti di lesioni gravi la pena è aumentata (reclusione da 3 a 7 anni) cosi come se le lesioni sono gravissime (reclusione da 6 a 12 anni) (art. 583 c.p.).

D: Cosa prevede la giustizia nei confronti dei minori?

R: Innanzi tutto, bisogna vedere se hanno compiuto o meno i 14 anni. Infatti il nostro ordinamento, per espressa  previsione dell’art 97 del codice penale, considera non imputabile chi al momento in cui ha commesso il fatto non aveva compiuto 14 anni.; qualora però il fatto commesso da un minore degli ani 14 sia preveduto dalla legge come delitto e il minore risulta pericoloso, il Giudice può ordinare, tenendo contro della gravità del fatto e della condizioni morali della famiglia in cui è vissuto, che il minore sia posto in libertà vigilata o affidato a delle comunità di collocamento ove  ci sono dettate specifiche prescrizioni inerenti alle attività di studio o di lavoro ovvero ad altre attività utili per l’educazione.

Per i minorenni tra 14 e 18 anni invece procede  la Procura presso il  Tribunale per i Minorenni i quali proseguiranno le indagini per l’accertamento dei fatti e l’individuazione precisa delle responsabilità e dei ruoli nel fatto compiuto. La competenza resta del tribunale per i minorenni, anche se nel corso del processo compiranno 18 anni. Scopo precipuo del processo avanti al Tribunale per i minorenni, è educare il minore, favorendo ogni forma di fuoriuscita dal circuito penale alternativa al carcere, che meglio risponda a questa finalità educativa (oltre che rieducativa, così come per gli adulti).

AVV.TOMMASO ROSSI

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