L’addio di Napolitano al collaboratore D’Ambrosio, colto da un infarto nel suo studio di Roma

ROMA, 27 Luglio 2012 – E’ morto stamane il magistrato Loris D’Ambrosio, nel suo studio dei Parioli di Roma, colto da un malore mentre parlava al telefono. D’Ambrosio era il consigliere giuridico di Napolitano. Dal 2006, ricopriva il ruolo di ‘Consigliere per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia’ e direttore dell’Ufficio che, per il Capo dello Stato, cura tali Affari. In particolare si occupava dei rapporti tra la Presidenza della Repubblica e il Csm. Dopo una brillante carriera da magistrato, soprattutto in materia di criminalità organizzata, D’Ambrosio viene coinvolto nell’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia condotta dalla Procura di Palermo, a causa di alcune telefonate ricevute da Nicola Mancino. Napolitano si dice sconvolto dal dolore e profondamente rammaricato dalle insinuazioni ingiuriose che avevano colpito il fidato collaboratore nell’ultimo periodo.

La carriera di D’Ambrosio - D’Ambrosio, nato a Isola del Liri nel dicembre 1947, diventa pretore a Volterra e dal 1979 sostituto procuratore presso il tribunale di Roma, dove svolgeva la funzione di pm nell’ambito di alcuni importanti processi di terrorismo e criminalità organizzata. Negli anni ’80 intraprende una stretta collaborazione con il magistrato Giovanni Falcone, che lo voleva a Capo dell’Ufficio Studi della Direzione Generale degli Affari Penali del Ministero, da lui allora diretta.
Dal 1996, inizia a rivestire ruoli istituzionali come quello di Capo di Gabinetto dei diversi ministeri della Giustizia (tra cui Martelli e Conso) e nel 2004 viene nominato dal Presidente della Repubblica dell’epoca, Sen. Carlo Azeglio Ciampi, consulente per i problemi della giustizia. Dal 2006 fino alla sua morte, era Consigliere per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia del Capo dello Stato.

Il dolore di Napolitano“Annuncio con animo sconvolto e con profondo dolore la repentina scomparsa del dott. Loris D’Ambrosio, prezioso collaboratore mio come già del mio predecessore, che ha per lunghi anni prestato alla Presidenza della Repubblica l’apporto impareggiabile della sua alta cultura giuridica, delle sue molteplici esperienze e competenze di magistrato giunto ai livelli più alti della carriera”. è quanto si legge nel comunicato stampa pubblicato da Napolitano. “Insieme con l’angoscia per la perdita gravissima che la Presidenza della Repubblica e la magistratura italiana subiscono, atroce è il mio rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto, senza alcun rispetto per la sua storia e la sua sensibilità di magistrato intemerato, che ha fatto onore all’amministrazione della giustizia del nostro Paese. Mi stringo con infinita pena e grandissimo affetto alla consorte, ai figli, a tutti i famigliari e al mondo della magistratura e del diritto”, aggiunge il Capo dello Stato.

Indagato nella trattativa Stato-Mafia– Anche il magistrato D’Ambrosio, era coinvolto nell’indagine della Procura di Palermo sulla trattativa Stato-Mafia a seguito di una telefonata ricevuta da Nicola Mancino. Negli ultimi giorni d’Ambrosio era stato sentito dai pm di Palermo in qualità di “persona informata sui fatti” proprio in riferimento ai contenuti di quella telefonata. Pochi giorni fa inoltre, la commissione Antimafia della Camera aveva chiesto di poter sentire D’Ambrosio. Mancino, è stato rinviato a giudizio proprio due giorni fà dalla Procura di Palermo di per falsa testimonianza. Peseranno molto le parole di Michele Vietti, vice Presidente del Csm, per la valutazione che esprime rispetto alla polemica nata dalle intercettazioni che riguardavano le telefonate tra Mancino e D’Ambrosio. Intanto, Antonio Ingroia che conduceva l’indagine della Procura di Palermo sulla trattativa Stato-Mafia, in qualità di Procuratore aggiunto, riceve il via libera del Csm ad andare in Guatemala per una missione Onu. Il via libera, tra le polemiche, gli è stato dato dal Plenum del Csm con 17 voti a favore, 4 contrari e 3 astensioni.

CLARISSA MARACCI

 

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