Accoltellato al torace da due naziskin: l’accusa da un attivista dei centri sociali

MILANO, 3 DICEMBRE ’12 – Stefano Z. è un attivista dei centri sociali. Domenica sera stava andando a riprendere il suo motorino parcheggiato alla stazione Centrale di Milano ma prima di mettere in moto decide di fumarsi una sigaretta. A quel punto due naziskin si sarebbero avvicinati e senza stroppi giri di parole è scattata la rissa. Ad avere la peggio proprio Stefano che è stato accoltellato al petto per quattro volte, riuscendo poi a nascondersi all’interno di un bar nei pressi della stazione. È stato proprio l’attivista a raccontare quanto avvenuto ieri pomeriggio dopo essere stato operato all’ospedale San Paolo e dove si trova ricoverato. Le sue condizioni non sarebbero preoccupanti. A suo dire gli aggressori erano Hammer, un gruppo di ispirazione neonazista nato come costola del Ku Klux Klan, e indossavano delle felpe con simboli “riconoscibili”. A Bollate, Monza a Lodi in gruppo ha delle sezioni, la prima è storica e si chiama skinhouse. Già in passato si erano resi protagonisti di aggressioni a sfondo razziale.

ELEONORA DOTTORI

D: Di cosa potrebbero  essere accusati?L’eventuale matrice xenofoba come rileverebbe?

R:  Sulla base della dinamica dei fatti per ora accertata potrebbero essere accusati di concorso in lesioni personali volontarie gravi o gravissime o addirittura di tentato omicidio.  Il discrimine tra le due fattispecie di reato, sensibilmente diverse anche in termini di pena, sta nella potenzialità mortifera dei colpi inferti, che dovrà essere ricostruita attraverso una consulenza medico-legale, che accerti la tipologia dei colpi, la quantità, la parte del corpo colpita, la forza usata etc.

Per quanto riguarda la presunta matrice xenofoba dell’aggressione, ricordiamo che la legge Mancino (n. 205/93) prevede all’articolo 3 la c.d. aggravante razziale secondo cui per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena è aumentata fino alla metà.

AVV.TOMMASO ROSSI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply