‘Intervento imperfetto’: bambina non riesce più a camminare, indagati i medici


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MILANO, 1 FEBBRAIO ’12 – Un intervento per correggere la colonna vertebrale dalla scoliosi evolutiva e poi la bambina, che ha solo 11 anni, non riesce più a camminare. Una tragedia. E’ successo il 19 ottobre 2010 all’ospedale Città Studi di Milano (l’ex clinica Santa Rita). Ora la Procura ha aperto un fascicolo. Per questa “operazione imperfetta”, così viene definita dai pm, sono indagati per lesioni colpose i medici che hanno svolto l’intervento. La vicenda, i cui contorni sono ancora tutti da chiarire, apparirebbe l’ennesimo caso di malasanità in una struttura sanitaria già salita alla ribalta delle cronache. Saranno i magistrati che stanno lavorando sul caso, a stabilire se è davvero così o se si tratta di una tragica fatalità. Di fatto, l’ipotesi d’accusa ricostruita dal pm, è di lesioni colpose. Risultano iscritti nel registro degli indagati sia il medico che operò la bambina, sia il secondo medico operatore che l’anestesista dell’equipe chirurgica. Secondo i pm l’intervento sarebbe stato condotto senza gli opportuni esami preparatori. La piccola venne sottoposta a intervento chirurgico il 19 ottobre 2010. Era affetta da scoliosi idiopatica evolutiva dorsale destra. Il delicato intervento avrebbe dovuto correggere la sua colonna vertebrale. Secondo l’accusa, i medici “cagionavano gravissime lesioni personali consistite nella definitiva perdita della capacità deambulatoria perchè non sarebbero stati svolti gli opportuni esami clinici preparatori – quali una risonanza magnetica preoperatoria ovvero una semplice radiografia – che potessero approfondire il quadro clinico precedente all’intervento chirurgico”. Inoltre, secondo l’accusa, l’intervento sarebbe stato effettuato in modo tecnicamente imperfetto: “si rivelava essere troppo invasivo in relazione alla metodica prescelta, comportando l’insorgenza di una paraparesi spastica, determinando l’irreversibile perdita della capacità di camminare” per la bambina. I medici si difendono da quelle accuse e declinano ogni addebito. La Procura sta lavorando per far luce su questa drammatica vicenda.

TALITA FREZZI

 

D: In che consiste l’accusa di lesioni colpose?

R: Consiste nell’aver cagionato per colpa dovuta a negligenza, imprudenza o imperizia nell’esercizio della professione medica una malattia clinicamente accertabile.

D: Quando un soggetto viene iscritto nel registro degli indagati?

R: Quando perviene in Procura al PM una denuncia di una notizia di reato da parte di un pubblico ufficiale o di un privato ovvero una querela da parte di un privato, vi è l’obbligo di esercizio dell’azione penale di cui l’iscrizione nel registro degli indagati è il primo atto. Se non c’è un soggetto inizialmente identificabile il procedimento viene iscritto contro ignoti.

D: Se si accertasse davvero la responsabilità dei medici e la bambina non riuscisse più a camminare, cosa succederebbe?

R: Che i medici sarebbero condannati per lesioni colpose gravissime (perdita della funzionalità di un arto) e verrebbero condannati, in solido con la struttura sanitaria, a risarcire dei danni subiti la bambina.

AVV.TOMMASO ROSSI

 

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