​“Di.Pin.Tù.Ra”, visioni bizzarre in mostra


Warning: printf() [function.printf]: Too few arguments in /web/htdocs/www.fattodiritto.it/home/wp-content/themes/fearless/content.php on line 37

BRANCIFORTE E VERDECCHIA A JESI

JESI (AN) – di Laura Coppa – Storie lontane raccontate attraverso una stratificazione di materia, proprio come farebbe il tempo.  E’ fra quegli spessori che si svolge la distinta ricerca di Branciforte (branciforte.it – FB @branciforteartista) e Samuele Verdecchia (FB @artista.samueleverdecchia): due artisti apparentemente dissimili, ma solo ad uno sguardo vacuo. La mostra “/DI·PIN·Tù·RA/…bizzarrie, visioni, paradossi in non-luoghi”,  inaugura sabato 8 aprile a Palazzo Bisaccioni di Jesi, è un’ottima occasione per dedicare ai due artisti – jesino di nascita Samuele Verdecchia e d’adozione Branciforte – uno sguardo meno disincantato. Due generi messi a dialogo in un’unica mostra, probabilmente unica. Branciforte si è formato negli indimenticabili anni bolognesi, cominciando il suo percorso espositivo al fianco di Francesca Alinovi. Samuele Verdecchia porta avanti un “mestiere” antico appreso in bottega dapprima, poi approfondito con gli studi accademici. Un apparente contrasto annullato da un lavoro che procede per strati, in entrambi i casi, dallo stile decorativo e – per ultima, ma fondamentale – la ricerca svolta in senso verticale: nella singola memoria umana e in quella storica e collettiva.
La mostra, sarò ospitata fino al 30 aprile nelle Sale espositive del 2° piano di Palazzo Bisaccioni, è curata da Lorella Taus con la direzione artistica di Laura Coppa e la collaborazione di AIVEC[t]RA. E’ patrocinata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Jesi e sostenuta da Anpier, Arcadia e Andrea Botticelli Rappresentanza. Il progetto grafico è di Fabrizio Carotti.

Giorni e orari di apertura: da lunedì a domenica e festivi 9.30/13 e 15.30/19.30).

Per informazioni: tel. 0731/207523 –  www.fondazionecrj.it

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply